Amato Patriarca

Roma, 1945


Scegliamo di acquistare o, semplicemente, meglio osservare un’opera d’arte piuttosto che un’altra perché questa stimola in noi, alla vista, un fascino particolare, quasi mistico. E’ naturale che ciascuno di noi cerchi poi di approfondire, e quindi meglio giustificare, quella“attrazione fatale”. Attrazione che ho provato quando, per la prima volta, ormai il secolo scorso, mi sono avvicinato alle opere di Amato Patriarca. La giustificazione di questa emozione, però, l’ho capita fino in fondo solo quando ho potuto meglio conoscere “Patriarca Uomo”. 

Ė quindi l’artista vero, insieme all’uomo impegnato nel recupero di valori oggi troppo spesso dimenticati o almeno messi in disparte, che rendono Amato Patriarca veramente speciale. Il ritmo ossessivo delle metropoli delle avanguardie viene sostituito nelle opere dell’artista con la ricerca nelle vie, nei quartieri, nei comuni e nelle città di luoghi e forme in cui ritrovare una nuova qualità di vita. L’idea di una città complessa deve educare i nostri sensi a cogliere l’imprevisto, sia esso piacevole o inquietante, e accettarlo come parte insostituibile della nostra dimensione di uomini moderni. La scultura, poi, che sembrava destinata, nel corso del primo Novecento, ad una continua decadenza ed emarginazione, ha ripreso il suo ruolo nel contesto urbano o famigliare, non solo nella veste di archivio storico ma anche come vitale canale di ricerca per nuove forme espressive. 

Amato Patriarca ha contribuito con le sue opere scultoree a mantenere viva questa ricerca, sia artistica che di sviluppo di nuove tecnologie e materiali, ma, soprattutto, “Patriarca Uomo” ha sviluppato in esse un suggestivo potere di comunicazione. L’acciaio perde la sua rigidità e freddezza e il rivestimento metallico diventa luce e ombra, trasformando il ruolo spesso statico di questi elementi in un altro dinamico e che meglio rappresenta la società contemporanea. Mi piace anche ricordare, forse perché esperienza maturata insieme, il diverso modo di “fare arte” di Amato Patriarca attraverso la tecnica dell’intarsio, sia esso di metalli piuttosto che di legni naturali. La sua capacità di lavorare per campiture rende anche in questo caso leggibili le opere, stimolando nello spettatore lo stesso interesse e la stessa fantasia. Nei suoi diversi e tanti modi di operare in campo artistico, Amato Patriarca sa comunque scrutare nell’infinito mosaico della quotidianità umana, per lui mai banale perché ogni cosa, ogni luogo e ogni persona ha un suo irripetibile dettaglio, che, in un mondo sempre più veloce e superficiale, viene colto attraverso l’estro e la sensibilità del Maestro.

Marco Zaccone

Opere